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Cos’è l’osteopatia: definizione e trattamento

Con l’entrata in vigore del DPR del 7 luglio 2021 (n. 131), l’osteopatia viene definita come una terapia manuale che consente di individuare, valutare e correggere Disfunzioni Somatiche (restrizioni di mobilità) dell’apparato muscolo-scheletrico, eventualmente rilevate per mezzo dell’osservazione e la palpazione. Lo scopo è quello di favorire l’auto-regolazione (omeostasi, equilibrio) di tutti gli organi, apparati e sistemi del corpo umano per mezzo di opportune manipolazioni e, quindi, di contribuire a normalizzare molte delle funzioni vitali.

In questo articolo approfondiremo cos’è l’osteopatia e la metodologia di trattamento.


Cos’è l’osteopatia: la definizione

L’osteopatia, molto utile anche a scopo preventivo, è un sistema di valutazione e trattamento che agisce attraverso manipolazioni e manovre specifiche, senza prevedere l’uso di farmaci né il ricorso alla chirurgia che, invece, sono di competenza strettamente medica.

L’osteopata considera i segni e i sintomi come campanelli d’allarme, mira all’individuazione della sua causa, che può essere anche molto lontana dall’area sofferente, e interviene su di essa per ottenere la naturale guarigione del paziente. L’osteopatia, inoltre, considera l’uomo come un’unità dinamica funzionale, psiche inclusa, dove ciascuna struttura e funzione sono strettamente connesse ad ogni livello. Questo è il motivo per cui anche tessuti diversi da quelli che costituiscono l’apparato muscolo-scheletrico (es. apparato cardio-circolatorio e respiratorio, sistema nervoso centrale e periferico, sistema neuro-vegetativo, visceri) possono beneficiare del trattamento osteopatico e portare alla risoluzione di sintomi di vario genere (dolori, rigidità, parestesie, contratture muscolari,  distorsioni, fascicolazioni, disturbi circolatori, respiratori, digestivi, cefalee, disturbi agli organi di senso, problemi di occlusione, alterazione dei tessuti, ecc.), purché il paziente non abbia già sviluppato uno stato patologico avanzato.

L’Osteopatia, ideata dal medico americano Andrew Taylor Still (1828-1917), si avvale di diversi metodi di trattamento per favorire il processo di auto-regolamentazione e auto-guarigione del corpo, ma il tipo di approccio manuale più utilizzato è decisamente quello strutturale. Questo non vuol dire, però, che una manipolazione interviene solo sull’apparato muscolo-scheletrico, perché non è possibile, come già detto, separare la struttura dalla funzione, in quanto la struttura controlla la funzione e la funzione influenza la struttura, relazione questa mai messa in discussione neanche dalla medicina ufficiale. Per questa ragione gli studi di osteopatia si concentrano, al di là della pratica delle tecniche manuali, sulla perfetta conoscenza dell’anatomia e della fisiologia (funzione) di ogni struttura corporea, ad ogni livello (ossa, muscoli, membrane, fasce, fluidi, visceri, apparati, sistemi, ecc.).

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Le tecniche strutturali

Le tecniche strutturali, prevalentemente finalizzate a ristabilire la mobilità ossea ed articolare, si occupano dell’apparato locomotore attivo e passivo con particolare attenzione agli aspetti biomeccanici delle articolazioni, dei muscoli, dei legamenti, dei vasi sanguigni, della linfa e molto altro.

Questo è un approccio in prevalenza meccanico, ma lo si può considerare, indirettamente, anche di tipo neurologico e viscerale, infatti attraverso il trattamento della struttura e la produzione di determinati impulsi nervosi (afferenti o efferenti, per es. a livello vertebrale e midollare, dove risiedono le radici nervose) si stimolano anche i visceri e, indirettamente, i circuiti neurologici rapportati con la struttura trattata. Persino il cranio, gli organi di senso, le membrane, i fluidi corporei (circolo arterioso, venoso, linfatico, liquorale) possono trarre grande beneficio dal trattamento.

L’Osteopatia strutturale si occupa prevalentemente di sofferenze e disfunzioni:

  • scheletriche
  • muscolari
  • tendinee
  • legamentose
  • capsulari
  • fasciali
  • discali
  • meniscali
  • ecc.


Le conoscenze di anatomia e fisiologia dell’osteopata

L’uomo, come detto, è per l’osteopatia un’unità dinamica funzionale indissolubile, quindi l’osteopata non può assolutamente trascurare la perfetta conoscenza di tutti i tessuti inter-connessi ai vari livelli nel corpo umano. È necessario, pertanto, che il professionista conosca approfonditamente non solo la struttura e le tecniche strutturali di manipolazione, ma anche l’anatomia e la fisiologia di tutto ciò che costituisce l’uomo e che si approccia a quest’ultimo, direttamente o indirettamente, per mezzo delle tecniche osteopatiche:

  • cranio
  • vertebre e coste
  • bacino
  • arti inferiori
  • arti superiori
  • visceri (toracici, addominali, pelvici, ecc.)
  • fasce
  • apparati: locomotore (muscolo-scheletrico), cardio-circolatorio, respiratorio, digerente, uro-genitale (urinario e riproduttore)
  • sistemi: nervoso (centrale, periferico e neuro-vegetativo), circolatorio linfatico, immunitario, endocrino
  • qualunque altro tessuto


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