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Come migliorare la postura con l’osteopatia

Con il termine postura si definisce la posizione più idonea del nostro corpo nello spazio per attuare le funzioni anti-gravitarie disperdendo meno energia possibile nelle posizioni statica e dinamica. Ma cosa possiamo fare per migliorare la nostra postura?

Un valido aiuto è rappresentato dall’osteopatia che attraverso un approccio olistico ed una serie di consigli personalizzati consente ai tessuti muscolo-scheletrici in disfunzione di ritrovare l’equilibrio funzionale articolare, muscolare, fasciale e di tutti quei tessuti interconnessi ad ogni livello e dotati di capacità fibro-elastiche, prevenendo così molti dei problemi di salute correlati ad una postura alterata.

Le tecniche osteopatiche per migliorare la postura

In questo articolo approfondiremo alcuni dei principali trattamenti impiegati in osteopatia per migliorare la postura, tra cui:

Manipolazione e mobilizzazione articolare

La manipolazione e la mobilizzazione articolare sono tecniche particolarmente utilizzate in osteopatia per migliorare la postura.

La manipolazione articolare consiste in movimenti rapidi, controllati e spesso di bassa ampiezza (HVLA) che l’osteopata applica su una specifica articolazione, come il rachide, per migliorare la mobilità e armonizzare le strutture del corpo. Questa soluzione può essere particolarmente utile per correggere gli squilibri posturali derivanti da un cattivo allineamento delle articolazioni.

D’altra parte, la mobilizzazione articolare è un approccio più delicato che adotta movimenti più lenti e controllati delle articolazioni. Questo può aiutare a rilassare i muscoli tesi, migliorare la flessibilità e promuovere un migliore equilibrio posturale.

Entrambe le modalità, quando eseguite da un osteopata preparato ed esperto, possono portare a notevoli miglioramenti della postura e del benessere generale.

Tecniche di Energia Muscolare

Le tecniche di Energia Muscolare (T.E.M.) mirano al rilasciamento muscolare (rilassamento post-isometrico) oppure alla mobilizzazione di un’articolazione in disfunzione per azione di un muscolo, a seconda che l’osteopata blocchi un solo capo articolare o entrambi (origine ed inserzione). Il muscolo scelto nella tecnica viene portato fino al limite della sua barriera restrittiva (direzione verso cui incontra maggiore difficoltà ad allungarsi, senza però provocare dolore al paziente), quindi l’osteopata chiede una contrazione nella direzione libera, ovvero quella opposta alla barriera (opponendo resistenza) ed in fase dl rilasciamento allunga il muscolo allontanando origine ed inserzione.

La T.E.M. è molto utilizzata per trattare disfunzioni somatiche di origine articolare e mio-fasciale, mobilizzare ed aumentare i gradi di movimento delle articolazioni limitate, ridurre l’ipertono muscolare, allungare i muscoli accorciati e trattare le fibrosi.

Inoltre, si ottengono benefici secondari come il miglioramento della circolazione locale e della funzione respiratoria, il riequilibrio dei rapporti neuro-muscolari agendo sul tono, l’aumento del tono muscolare in muscoli ipotonici o deboli. La tecnica, ovviamente, migliora di molto anche la postura e riduce tutti i sintomi associati alle disfunzioni.

Tecnica sui tessuti molli

La Tecnica sui tessuti molli è un’altra tecnica osteopatica utilizzata per intervenire sul miglioramento della postura. In particolare, riguarda la manipolazione mio-fasciale (muscoli, tendini, legamenti, fasce) con l’obiettivo di produrre un certo rilassamento, l’aumento della temperatura locale e il miglioramento della circolazione sanguigna nelle strutture tese.

Tale tecnica può essere particolarmente utile per coloro che mantengono per molto tempo posizioni sedute, come i lavoratori d’ufficio, gli insegnanti, i cassieri, ecc. poiché aiuta a rilassare i muscoli cervico-dorso-lombari e degli arti (inferiori e superiori) che possono diventare rigidi e tesi.

Inoltre, il trattamento dei tessuti molli può anche aiutare a correggere gli squilibri dell’apparato locomotore che contribuiscono ad una cattiva postura, come succede quando strutture mio-tendinee e legamentose risultano troppo tese o troppo deboli. Intervenendo, quindi, sui tessuti molli sarà possibile ricreare l’armonia persa dall’apparato muscolo-scheletrico e ristabilire la corretta postura migliorando lo stato di salute generale del soggetto.

Tecniche di rilascio mio-fasciale

Le tecniche di rilascio mio-fasciale sono un altro strumento fondamentale nell’arsenale osteopatico per trattare la postura. La fascia è una sorta di pellicola che avvolge e include aponeurosi, legamenti, tendini, retinacoli, capsule articolari, tuniche di organi e vasi, epinevri, meningi, periostio, fibre intermuscolari ed endomisiali del tessuto mio-fasciale. Essa garantisce continuità anatomo-funzionale ad ogni livello, trasmissione delle forze meccaniche, coordinazione del lavoro muscolare attraverso l’azione sinergica di tutte le strutture collegate (riducendo lo stress delle strutture ossee e cartilaginee ed i costi d’energia), sostegno meccanico e protezione (di organi, apparati, vasi), azione emodinamica, difesa immunologica, comunicazione chimico-fisica.

Quando la fascia, quindi, diventa rigida o infiammata, può causare dolore, limitare il movimento e comportare problemi di natura meccanica, chimica, circolatoria, neurologica, influenzando quindi la postura e la salute generale del soggetto.

Il rilascio mio-fasciale consiste in manipolazioni atte ad allungare e rilasciare la tensione della fascia e, in maniera riflessa, di altri tessuti molli e articolari.

Un osteopata può utilizzare il rilascio mio-fasciale come parte di un approccio olistico per correggere problemi posturali e promuovere una migliore salute e benessere.

Tecniche B.L.T.

Le tecniche BLT (bilanciamento delle tensioni legamentose) permettono di ricentrare il fulcro fisiologico di una struttura ossea quando tutti i legamenti, strettamente correlati con la stessa, sono ben bilanciati nello spazio. Questo avviene attraverso forze manuali prodotte dall’operatore che tenderà, quindi, ad allungare leggermente i legamenti detesi ed accorciare quelli sani (moderatamente tesi, ipertonici). Il nuovo punto di bilanciamento delle tensioni legamentose farà sì che tutte le forze articolari saranno bilanciate in tutte le direzioni.

Qualunque causa (trauma, postura errata, ecc.) abbia fatto perdere all’articolazione la sua mobilità e la sua naturale collocazione necessita pertanto di questo approccio osteopatico. 

Comprendere l’importanza della postura

La postura è più di una semplice questione estetica. Essa può avere un impatto significativo sulla nostra salute e sul nostro benessere generale. Una cattiva postura può causare una serie di problemi fisici, tra cui:

  • Stiramenti, strappi e contratture muscolari (sindromi del piriforme, psoiti, pubalgie…);
  • Tendiniti, capsuliti, borsiti, fasciti, distorsioni…
  • Sofferenze del rachide (cervicalgie, dorsalgie, lombalgie…)
  • Sofferenze articolari (epicondiliti, epitrocleiti, lussazioni e sub-lussazioni…)
  • Neuropatie (sciatalgie, cruralgie, parestesie…)
  • Alterazione dell’equilibrio corporeo
  • Difficoltà respiratorie (spasmo diaframma, contrattura dei muscoli respiratori accessori, disfunzioni costali articolari e muscolari…)
  • Aumento della fatica (elevato dispendio energetico)
  • Ecc.

Migliorare la postura non è solo questione di correzione, ma anche di prevenzione. Adottare abitudini salutari, come una corretta ergonomia sul posto di lavoro, una regolare attività fisica ed una buona alimentazione, può aiutare a prevenire problemi posturali.

Esiste una postura corretta assoluta?

Quando sorgono dolori e problemi di diversa natura in varie parti del corpo (infortuni frequenti, ricorrenti mal di schiena, dolori al collo, cefalee, disturbi d’equilibrio e coordinazione, ecc.) molti si chiedono: qual è la postura corretta da assumere?

Come abbiamo visto la postura è lo schema corporeo che ciascuno di noi riesce a costruire per adattarsi al meglio alle attività della vita quotidiana; tale schema è influenzato da numerosi fattori (vista, udito, lavoro, sport praticati, traumi e molto altro) i quali devono essere sempre valutati nel loro insieme.

Se le varie parti del corpo, perciò, non sono in armonia possono prodursi squilibri muscolo-scheletrici, neurologici e fasciali che rendono la postura disequilibrata e poco confortevole.

La postura corretta standardizzata, uguale per tutti, non può esistere.

Ecco il motivo per cui l’osteopata affronta gli aspetti posturali del singolo individuo, per fornire un contributo concreto e personale alla salute e al mantenimento della stessa per più tempo possibile.

L’obiettivo finale non è sempre la ricerca della simmetria assoluta, ma il trattamento delle eventuali disfunzioni presenti, in modo tale da ottenere il minor dispendio energetico da parte dell’organismo e migliorare la risposta agli stimoli esterni (ambientali) ed interni.

La proposta formativa ATSAI per l’osteopatia: imparare a valutare e trattare la postura dei propri pazienti

L’importanza della postura è ormai riconosciuta da tutti, come abbiamo ampiamente discusso nell’articolo.

Ma come può un professionista prepararsi in modo ottimale per affrontare e trattare le problematiche posturali dei propri pazienti?

La risposta è: attraverso una formazione specifica e di alta qualità.

In ATSAI, istituto di riferimento nel campo dell’osteopatia, offriamo corsi formativi che preparano gli osteopati a comprendere in profondità la biomeccanica posturale, permettendo loro di identificare le cause principali delle problematiche e, soprattutto, di scegliere trattamenti efficaci. Ogni corso è tenuto da esperti nel settore, che condividono le loro conoscenze e competenze attraverso lezioni teoriche e sessioni pratiche.

In particolare proponiamo:

Se sei un professionista che desidera specializzarsi nell’osteopatia posturale, o se sei semplicemente interessato a saperne di più su come l’osteopatia può aiutare te o i tuoi cari a vivere una vita più sana e equilibrata, ATSAI è la soluzione che stai cercando.

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